Antonella Andreella - Traduttrice e Interprete Professionista dal 1989 - Tedesco Inglese Francese
 
Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori - SSIT Firenze - Diploma di Interprete Traduttore, Diploma di Interprete Parlamentare
antonella@altreparole.org

Allora è legittimo chiedersi perché gli interpreti non si limitino a un’unica specializzazione, ad esempio la medicina [...] si deve quindi concludere che data la molteplicità di discipline che richiedono l’intervento dell’interprete perché quest’ultimo possa essere esperto di tutte [...] l’interpretazione di qualsiasi  incontro dal contenuto tecnico sarà inevitabilmente di cattiva qualità?

Qualsiasi interpretazione [...] poggia su un’esigenza fondamentale: capire. Senza comprensione non può esserci interpretazione, ma soltanto psittacismo. Ma capire equivale a sapere? Per essere capace di capire un esperto e quindi di trasmettere il suo messaggio, è necessario che l’interprete abbia il suo stesso grado di conoscenza? No!

L’interprete non ha bisogno di una conoscenza molto approfondita, né di un sapere totale sull’argomento trattato, bensì (e questo non è facile da acquisire!) di una conoscenza che gli permetta di “gestire l’informazione”. È qui che bisogna fare una distinzione, cruciale a nostro parere, tra la conoscenza che si traduce in fatti, in azioni, e quella sufficiente per comprendere.

Tratto da “Interpréter pour traduire”
Danica Seleskovitch, Marianne Lederer, Publications de la Sorbonne, Didier Erudition



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